Ok, non so se essere molto felice o molto triste…mi viene da alternare sorrisi e risate con lacrime e tristezza. Partiamo dall’inizio: io ho ADORATO i Peter Punk e ho pianto quando si sono sciolti. Sentire la voce di Nicolò (il cantante dei Peter Punk) fuori dal quartetto di Treviso mi strazia il cuore ripensando ai vecchi tempi quando ancora ero un’innocente bimba dagli occhi azzurri fiduciosa nel mondo e nell’umanità. Ma il mondo e l’umanità fanno, a volte, molto ribrezzo e uno dei miei gruppi preferiti si scioglie, dando vita alle Cattive Abitudini da un lato e agli Scacciapensieri (poi La sindrome di Peter Punk) dall’altro.
Meno male che c’è Fleximan, il tuo eroe inflessibile
Fleximan – La sindrome di Peter Punk
Con il tempo e l’imbastardirsi del mondo (e anche del mio carattere) ho imparato ad apprezzare le Cattive Abitudini ma non l’altra faccia della medaglia. Da qui ho capito che la cosa che adoravo dei Peter Punk era più la parte che non riguardava la voce, ma non tanto per la voce in sé (ripeto, la voce del buon Nicolò mi piace e mi riporta bambina), credo sia più per i testi e le strutture musicali. E questa “Fleximan” ne è, secondo me, la dimostrazione. La canzone di per sé è carina, orecchiabile e fa anche sorridere…però dai Nicolò, da te ci si aspettava di meglio…e so che puoi farlo! Se fossi una professoressa stronza come quelle che ho avuto io (a tal proposito…ciao merde) ti dovrei dire “Nicolò ha le capacità ma non si applica…”. Stronzate a parte (le stronzate sono le mie professoresse), dai, sono convinta che il 2024 ci porterà qualcosa di meglio da La sindrome di Peter Punk, io ci credo, io voglio crederci! ❤️
Il voto di Darkgreenmaya: 6/10
(foto rubata dall’internet)
(Off topic: volevo fare la figa ma non ho ancora capito se si dice “Trevisano” o “Trevigiano”…quindi ho optato per “di Treviso”…ecco, se qualcuno fosse così gentile da darmi questa risposta ve ne sarei grata!)