Capita girando nel mondo della musica di sentire parlare di “manager degli artisti”, “produttori”, “major”, “etichette indipendenti” e tanti altri termini che quando si sentono si dice “ah sì…” annuendo con serietà ma senza capire di cosa si stia realmente parlando. A dire il vero anche io non è che sia afferratissima sulle specifiche di questi termini ma ho avuto il piacere di poter intervistare i fondatori dell’etichetta indipendente “Sorry Mom!” (italianissima!) i quali mi hanno chiarito le idee e svelato alcune news per il 2024…leggete l’intervista, sicuramente ci sarà qualcosa che non vi sareste aspettati!

1- Iniziamo con le famose “WH Questions”. Quindi, dove e quando nasce “Sorry Mom!” perché e come nasce e, soprattutto, chi è “Sorry Mom!”?

“Sorry Mom!” nasce per una volontà mia (Luca Bernardoni) e di Alessandro Vigo il 10 settembre 2014 (quindi quasi 10 anni fa) ma prende forma da un progetto pregresso di management che portava il mio nome. Infatti, durante il mio percorso, prima da musicista e poi da manager, avevo trovato tante persone che mi chiedevano di mettere a disposizione la mia rete di contatti per portare le varie band ad un livello superiore e il mio primissimo artista è stato appunto il gruppo di Alessandro. Il 10 settembre 2014, come detto prima, abbiamo poi preso la decisione di unire le nostre forze visto che il suo gruppo ormai si era sciolto…suona quasi romantico il fatto che il mio primo cliente sia diventato mio socio…nonché mio migliore amico!

2- Domanda per Ale: cercando online ho “scoperto” di questo tuo side-project chiamato “Time Bomb Music” che è, correggimi se sbaglio, un’attività di coaching e di “progettazione dell’artista”. Essendo la prima volta che mi capita di avere a che fare con una figura del genere, questo apporto che dai viene proposto e accettato da tutti gli artisti della vostra etichetta “Sorry Mom!”? Ti chiedo questo perché immagino che molti musicisti (soprattutto i “neofiti”) si sentano “arrivati” appena pubblicano il primo pezzo e pensino, sbagliando, di non aver più bisogno di nessuno…

Faccio uno step indietro: partiamo dalle origini. Come già detto da Luca io sono stato uno dei fondatori ma ad un certo punto la mia esigenza musicale mi ha portato a fare un lavoro diverso che è il produttore artistico oltre che occuparmi della parte “mental”: a tutti gli effetti sono un coach artist. Come “Time Bomb Music” lo scopo infatti è quello di creare un’entità artistica legata ad un “messaggio interno” che ognuno di noi ha dentro di sé: partendo da questo “messaggio” e da quello che l’artista vuole comunicare, andiamo a creare un “vestito” attorno all’artista sia a livello musicale/sonoro, sia a livello visivo. All’interno di “Sorry Mom!” mi occupo principalmente della promozione radiofonica ma, grazie al progetto “Time Bomb Music”, abbiamo l’obiettivo di formare gli artisti e di prepararli a lavorare con un’etichetta discografica. Sulla questione dell’accettazione da parte dell’artista tocchi un tasto dolente…purtroppo al giorno d’oggi molti artisti tendono a porsi come obiettivo l’imitazione di qualcuno senza guardare dentro sé stessi per capire quali sono invece i propri veri obiettivi. Questo rende l’artista “cieco” non permettendogli di capire i propri limiti e, di conseguenza, di migliorarsi.

3- Domanda per Luca: il tuo passato da musicista è impressionante e di certo è un ottimo “biglietto da visita”. Ti manca la vita da musicista vissuta in prima linea anziché stare “dietro le quinte” e soprattutto, dietro queste “quinte”, di cosa ti occupi nello specifico?

Anzitutto ti ringrazio per aver utilizzato il termine “impressionante” anche se lo trovo leggermente “troppo”. Penso che i “Cadillac Fun Drivers”, così si chiamava la mia band, sia stata una band nella media con un percorso più o meno normale dove ho avuto l’occasione di togliermi qualche soddisfazione…ecco, se proprio vogliamo esser puntigliosi, mentre qui in Italia eravamo “nella media”, in Giappone eravamo “un po’ sopra la media”. Ma aldilà della storia del gruppo, i “Cadillac Fun Drivers” hanno giocato un ruolo fondamentale per quello che è oggi “Sorry Mom!”. Questo perché, anche se avevamo un manager che gestiva la band, io stesso ho fatto delle operazioni manageriali, anche se inconsapevolmente. Infatti mi sono ritrovato con un rete di contatti che mi ha permesso di iniziare l’attività di manager (come detto sopra, ancora prima della nascita di “Sorry Mom!”). Mi manca la vita del musicista vissuta in prima linea? Diciamo di no…però l’anno scorso, per la prima volta dopo tanti anni, ho sentito l’esigenza di riabbracciare la chitarra…chissà, magari in futuro…però sarà comunque una cosa a livello hobbystico visto che il tempo da dedicare a “Sorry Mom!” non è, già così, mai abbastanza! Qui infatti io mi occupo di tutta la gestione dell’artista, della discografia, dei contatti con i distributori (attualmente collaboriamo con “The Orchard / Sony Music Italy”, “Artist First”, “ADA / Warner Music Italy” e “Universal Italia”). Oltre a tutto ciò coordino tutte le persone dei vari reparti di “Sorry Mom!” (circa 10 persone) per far sì che tutto funzioni alla perfezione.

4- Domanda per Marco: aldilà del tuo roseo passato in Virgin Radio come Direttore Musicale, sei stato produttore di molti “dischi”. Questa attività di produzione la porti avanti all’interno di “Sorry Mom!” o adesso ti occupi di tutt’altro?

Ho fatto sì il produttore, ma negli 90 e mi occupavo di musica elettronica e dance italiana…era il periodo d’oro della dance e oltretutto ero anche in una radio (Radio Deejay), quindi fare dischi era naturale ed inevitabile. Tutto questo l’ho fatto per 8 anni insieme a Graziano Pegoraro che, purtroppo, oggi non c’è più ma è stato uno dei pilastri della dance italiana scrivendo brani per (quasi) tutti gli artisti di punta. In “Sorry Mom!” invece non mi occupo di questo ma di scouting e del lato artistico con consulenze per i nostri musicisti. Attenzione, non faccio da produttore, i nostri artisti sono liberi di lavorare in studio con il proprio produttore, io metto a disposizione la mia esperienza come consulenza per far sì che il brano risulti il più efficace possibile.

5- Altra domanda per Marco: non sto a chiederti tutto quello che è passato nel mezzo, ma com’è passare da una realtà strutturata come Virgin Radio ad una realtà “indipendente” come “Sorry Mom!”?

Sicuramente parliamo di due realtà molto differenti, però occorre ricordare come si lavorava all’epoca in Virgin Radio. Durante il periodo in cui sono stato Direttore Musicale (2007-2017), infatti, facevamo un tipo di lavoro molto diverso da quello che accade ora…noi andavamo alla ricerca (e questa ricerca ha dato i suoi frutti molte volte!) di solisti e band emergenti del panorama rock italiano. Tra le varie band a cui abbiamo dato spazio, radiofonicamente parlando, ce ne sono state molte, appunto, di “Sorry Mom!” ed è così che sono entrato in contatto con Luca e Ale (parliamo del 2015). Con l’avvento della nuova Proprietà di Virgin Radio ho deciso di lasciare il posto di Direttore Musicale e di iniziare a collaborare con “Sorry Mom!” continuando appunto la mia “missione” di voler far conoscere artisti e band emergenti. Quindi, per tornare alla tua domanda, il passaggio non è stato in realtà così traumatico come si potrebbe pensare visto che all’epoca Virgin Radio aveva un'”attitude” da quasi “indipendente” nonostante sia un network! La differenza sostanziale è che prima era un discorso puramente radiofonico mentre ora è un discorso musicale e totalmente dedicato agli artisti e band.

Marco Biondi

6- A proposito di “indipendente”…una volta per tutte chiaritemi questo dubbio: qual è la differenza tra etichetta “indipendente” e non? Vi faccio questa domanda perché immagino che tra le menti dei vari artisti serpeggi l’idea che un’etichetta indipendente ti possa portare fino ad un certo punto, mentre poi serva per forza di cose appoggiarsi ad una “major”…

È molto semplice: le etichette “non” indipendenti sono le “major” e con questo termine si intendono le etichette multinazionali con sedi in (quasi) tutti gli Stati. Tieni conto che le vere “major” in realtà sono solo 3: Universal Music, Warner Music e Sony Music. Occorre però poi distinguere le etichette indipendenti da quelle totalmente indipendenti: ci sono molte etichette indipendenti che hanno comunque un rapporto di collaborazione con le “major” (proprio come nel nostro caso). Sicuramente è vero che una “major” può darti di più (ovviamente), ma è altrettanto vero che con l’avvento della distribuzione digitale, le “major” hanno perso molto “potere” ed esistono artisti che anche se non in “major” hanno lo stesso “successo” come se lo fossero. Diciamo quindi che per fare il famoso “salto” non è più fondamentale essere sotto una “major”.

7- Avete avuto degli artisti che sono andati via da “Sorry Mom!” perché sentivano magari la necessità di avere “di più” o, meglio, qualcosa di “diverso” e che vi è dispiaciuto molto perdere?

Ovviamente sì, nel corso degli anni qualche rapporto è terminato con i nostri (ex) artisti. Però non c’è mai un’unica ragione…tieni conto che quello che si viene a creare è principalmente un rapporto umano, quindi le motivazioni sono le più varie, sia provenienti dall’artista, sia provenienti da noi. Ed è proprio per questo rapporto umano che ci lega ai nostri artisti e che per noi è davvero fondamentale che siano sempre dispiaciuti quando una collaborazione si interrompe…però è anche una cosa normale, come qualsiasi rapporto, può iniziare e può finire.

8- In “Sorry Mom!” avete dei gruppi di punta o che preferite? Attenzione, NON intendo gruppi che hanno favoreggiamenti o che vengono trattati in modo diverso!

In realtà tutti i gruppi che prendiamo nel nostro roster li prendiamo perché ci piacciono particolarmente tanto o perché hanno delle peculiarità…quindi in sostanza non abbiamo delle preferenze! Certo, nel nostro roster abbiamo gruppi che ci piacciono così come sono e altri che, ci piacciono sì, ma riusciamo a vedere un forte potenziale/miglioramento per il futuro (soprattutto i gruppi giovani). Alla fine siamo una grande famiglia e come tutti i genitori non abbiamo preferenze per i nostri “figli”!

9- Immagino che le vostre orecchie siano sature di musica di ogni genere e da molto tempo. Quindi credo che questa domanda sia perfetta per voi: meglio la musica di qualche anno fa più “vera” (vera = analogica, senza troppo editing) ma con qualche difetto o la musica di oggi che risulta praticamente perfetta ma con suoni digitali e con editing a iosa?

Ehm…questa è una bella domanda! Occorre prima capire che la Musica anzi, la Produzione Musicale, nel corso degli anni è cambiata moltissimo. Se proprio dobbiamo scegliere, sicuramente prediligiamo quella che tu definisci “più vera”, quindi con meno editing. Quello che non ci piace è quando la Produzione va a falsare troppo le capacità dell’artista. Banalmente pensa ad una Produzione da Studio incredibile e poi dal vivo l’artista non è in grado di tenere il palco!

Alessandro Vigo

10- Quanto odiate (perché io lo odio…e credo/spero anche voi!!!) tutto questo editing, vocoder ed effetti vari che stanno invadendo anche generi musicali dove fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile usarli? (Parlo soprattutto di generi rock e punk)

Qui apri un bel dibattito! Sicuramente abusarne non è mai una cosa ottima (lo dice di per sé anche il termine!). Adesso ti rispondo come “Luca Bernardoni” e non come “Sorry Mom!”: anche io come te non amo tanto la contaminazione di questi generi. Ovviamente le nuove generazione tendono a sperimentare e cercare un “filo logico” per unire diversi generi, ma credo sia una cosa naturale, un po’ come nel passato è capitato a chi ha provato ad unire il metal con il punk o unire il metal con il rap. Ora torno a parlare come “Sorry Mom!”…noi non imponiamo alcun limite, l’importante è che tutto quello che viene fatto abbia un senso logico.

11- Visto che poi durante i live “tutti i nodi vengono al pettine”, vi è capitato di sentire qualche vostro artista che pensavate essere una bomba ma che poi nella performance live fosse davvero molto più che deludente? Se sì, in questi casi dovete intervenire visto che porta in giro comunque il vostro nome?

Come ti dicevo un paio di domande sopra, questa è una delle cose meno piacevoli che possa succedere: su disco l’artista sembra incredibile ma dal vivo non lo è così tanto, anzi! E sì, a volte è successo…però, anche se è una cosa deludente, è comunque uno sprono a dare di più. Ricordiamoci che la cosa principale è il “song-writing”, quindi è molto più facile portare un artista a colmare le lacune delle performance live rispetto a colmare lacune a livello di scrittura, perché la scrittura nasce dal cuore, dall’estro artistico, mentre la tecnica la si può sempre acquisire!

12- Voi siete una realtà italiana e la maggior parte dei vostri gruppi sono italiani. Cosa pensate dell’eterna lotta riguardante i gruppi italiani “canto in italiano” vs. “canto in inglese”?

Prima di rispondere serve fare una piccola premessa: il mercato discografico è molto più aperto e con molte meno “regole” rispetto al passato. Detto questo, chi vince tra i due? Vincono entrambi! L’importante è che la scelta sia ponderata e che tutto, come detto per la questione delle contaminazioni tra generi, abbia un senso logico. Ovviamente è molto importante che la lingua scelta sia consona a valorizzare il progetto stesso!

13- L’anno scorso avete stretto una collaborazione con Universal. Cosa comporta o cosa cambia per voi e per i vostri artisti?

Avevo sfiorato questa cosa in una domanda precedente…comunque sì, da ottobre 2023 abbia intrapreso un rapporto di collaborazione e distribuzione con Universal Italia. Tra l’altro, sembra banale dirlo, ma sono tutti professionisti di indiscusso livello, nonché delle persone splendide, quindi in questa collaborazione ci troviamo alla grande! Cosa cambia per i nostri artisti? Ovviamente tanto! Questo perché affianco a noi ora c’è una (grande) realtà che ci consente di fare azioni in più per il percorso di crescita dei nostri artisti che purtroppo da soli non avremmo potuto o avremmo fatto difficoltà a realizzare.

14- Ci potete spoilerare qualche bella novità per il 2024 di “Sorry Mom!”?

Certamente! Ci sono delle bellissime novità che si stanno concretizzando…una è ormai in via di definizione e probabilmente per giugno la renderemo nota. Si tratta di un’altra collaborazione importante ma della quale ancora non possiamo parlare. Una cosa certa che succederà quest’anno, come potrai immaginare, è che il 10 settembre “Sorry Mom!” compirà 10 anni, quindi, probabilmente, faremo un festival per celebrare questo anniversario! Inoltre posso dirti che abbiamo delle acquisizioni a livello di roster molto, molto importanti per i prossimi mesi…però ecco, non posso andare oltre perché finché le cose non si concretizzano è meglio non dirle!

Luca Bernardoni

L’intervista si è conclusa con questa domanda e Luca ci ha tenuto a farmi i complimenti per la disponibilità e la gentilezza. Inoltre ha sottolineato quanto gli sia piaciuto rispondere a queste domande che non ha trovato per niente banali e, per certi versi, un po’ insolite. Quello che però vorrei aggiungere io è che quelli gentili e disponibili sono stati loro (con “loro” intendo i ragazzi di “Sorry Mom!”), perché voi non avete idea di quanta gente non si renda disponibile per le interviste mentre loro, tra i mille impegni e le tante band che gestiscono, hanno avuto la voglia di sbattersi per trovare del tempo da dedicare a me e a questo progetto ancora in fase di nascita! Quindi, cari lettori musicisti senza etichetta (o insoddisfatti della vostra etichetta) fatevi avanti, andate al sito di “Sorry Mom!” e contattateli per far sentire i vostri lavori…e quando diventerete famosi, ricordatevi della vostra Maya e della dritta che vi ha dato! 😛

(foto rubate dal sito ufficiale di “Sorry Mom!”)