Navigando qua e là nella scena underground mi sono ritrovata ad imbattermi negli Splintera. Ho ascoltato per puro caso il loro live in studio per il Verona Digital Music Fest e la prima cosa che ho pensato è stata “puttana la…troia!”. Sono rimasta piacevolmente stupita dall’energia di questo gruppo e quindi ho voluto intervistarli. Quindi eccoci qua con 12 domande per gli Splintera! (Ah, il link al video di cui vi ho parlato ve lo metto alla fine dell’intervista…però non fate gli stronzi e leggete tutto prima di andare ad ascoltarli!)

1- Iniziamo con le famose “WH Questions”. Quindi, dove e quando nascono gli Splintera, perché e come nascono e, soprattutto, chi sono gli Splintera?

Nel 2019, a Verona, siamo partiti in cinque con una passione sfrenata per i generi più arroganti degli anni 90 e un’esperienza già alle spalle in altre band. Abbiamo deciso di mescolare il divertimento con la musica e dopo quattro anni il risultato è evidente: due album, due video e un nutrito calendario di concerti, incluse alcune esibizioni all’estero e aperture per artisti di spicco, sia a livello nazionale che internazionale. Gli Splintera sono Andrea alla chitarra e voce, Mirko al basso, Franco alla chitarra e voce, Pj alla batteria e Sisco come voce principale. E il nome? Beh, pensa al maestro Splinter delle Tartarughe Ninja, immaginandolo con una bandana mentre ascolta i Pantera: è un mix anni ’90 puro, sia come suono che come stile. 


2- Guardando i vostri live una cosa è chiara: chi non salta non è uno Splintera. La vostra è una scelta artistica/di show o è una cosa nata spontaneamente? Saltate quindi anche in sala prove?

Nel nostro genere saltare è una specie di marchio di fabbrica, il punk rock per noi è sinonimo di salti e di sudore. A volte succede anche durante le prove, certo, facciamo attenzione agli stacchi nello show, ma tutto è spontaneo, seguiamo il ritmo della musica e quando salta tutta la band insieme, è una cosa assolutamente naturale. 


3- A proposito di sala prove, immagino che abbiate una vostra sala prove. Com’è il passaggio da sala prove a live? Voglio dire, riuscite sempre a provare il vostro show in sala prove come se foste ad un live o sono due cose totalmente diverse?

Ci sono due momenti chiave in sala prove, il periodo di scrittura che comprende il tempo dalla prova pratica di canzoni che prima pre-produciamo in studio da Andrea, le infinite prove ed eventuali modifiche, fino all’inserimento finale tra i pezzi consolidati. Il secondo punto chiave è la preparazione del live, come dicevamo nella risposta alla domanda precedente, diamo un’occhiata particolare agli stacchi e al modo in cui collegare le varie canzoni cercando di mantenere alta l’attenzione del pubblico per la durata dello show. Vogliamo che il live sia sempre dinamico e coinvolgente. 


4- Ora domanda che divide le acque: digitale o valvolone che saturano?

Data la nostra “età musicale” siamo cresciuti con le valvole che ci scaldavano le mani durante l’inverno in sala prove e ti assicuro che non è facile approcciarsi alle novità tecnologiche da bravi boomer, però, dato il grande cambiamento che sta avendo la musica sotto tutti i punti di vista e data l’età che avanza, adottiamo anche tecnologie digitali per alleggerire il carico della strumentazione. 


5- E in fase di registrazione invece? Siete “old-style” o preferite fare in digitale tutti gli strumenti?

La nostra routine di registrazione prevede sempre una catena analogica, lo strumento si suona SEMPRE! Dopo la registrazione si procede con l’aiuto digitale per far rendere al meglio le registrazioni, ma per chitarre e basso rimaniamo sempre fedeli al caro vecchio re-amp per scaldarci il cuore! 


6- Non conosco le vostre situazioni sentimentali, ma ditemi una cosa…si “conquista” ancora di brutto suonando su un palco?

Ammettiamolo, il nostro genere tende ad organizzare sempre più sagre della salsiccia!! Non ti nascondo che anni fa la cosa era possibile, è successo varie volte a dire la verità, e credo fermamente nel fascino da palco. Ora per alcuni la musica è un mezzo per rimorchiare, per altri è lavoro, per altri ancora uno sfogo. In primis per noi quello che facciamo è divertimento e amicizia! 


7- Il vostro peggiore e migliore live fino ad oggi?

Per noi il live di massimo livello è stato con gli Ignite al circolo Blackstar a Ferrara. Una venue non grandissima ma di tutto rispetto e professionalità. Gli Ignite si sono dimostrati un gruppo di persone umilissime, cordiali e simpatiche fuori dal palco, ma veri mostri quando si mettono su di esso. Siamo rimasti impietriti quando abbiamo scoperto come queste pietre miliari dell’hardcore fossero così disponibili e umili nei nostri confronti, i signori nessuno di turno. Una dimostrazione di quanto basti poco per rendere felici le persone e i fan. Per quanto riguarda il peggior live, pensandoci bene, non voglio entrare nel dettaglio, credo però che i live più brutti che possa vivere una band siano quelli dove viene meno il rispetto, professionale o personale, chiunque sia a farlo. 


8- Vi vorrei chiedere anche la peggiore e la migliore band con cui avete condiviso il palco…ma visto che non voglio causarvi rogne, vi chiedo: esiste una band che per esperienza passata vi fa dire “no cazzo, con questi non voglio più condividere il palco…” o addirittura “se ci sono questi, noi non suoniamo”?

Rispondiamo a questa domanda con una domanda provocatoria: e se fossimo noi la band che gli altri evitano? Scherzi a parte, ci piace mantenere buoni rapporti con tutti nel mondo della musica. Ci impegniamo anche nell’organizzazione di concerti per le band amiche e crediamo nella forza della collaborazione. 


9- E una band con la quale condividereste nuovamente il palco senza pensarci due volte?

Ti posso dire con assoluta certezza che se ci fosse l’occasione di poter suonare di nuovo con Ignite e Zebrahead non ci penseremmo neanche un secondo. Con questi ultimi abbiamo avuto l’opportunità di condividere il palco nel febbraio ’23 al Legend Club di Milano, li conoscevamo già bene in quanto sono stati nelle nostre playlist fin dai loro primi dischi, Sisco addirittura ha avuto modo di aprire un loro live già anni fa con una sua band precedente. L’esperienza è stata magica, anche loro come gli Ignite si sono dimostrati delle persone fantastiche, umili e disponibili, non perdendo mai la loro professionalità che hanno pienamente dimostrato sul palco. 


10- Vi sono capitate altre aperture importanti?

 Si direi di sì, oltre ad Ignite e Zebrahead abbiamo avuto l’onore di aprire il live dei No fun at all, Love equals death, mentre con i CF98, suoneremo il prossimo 27 di aprile; questo per quanto riguarda la scena internazionale. Proseguendo, non in ordine di importanza, band storiche della scena punk italiana come Derozer, Punkreas, Shandon e Andrea Rock and the rebel poets, Los Fastidios, nonché anche ad Olly degli Shandon come solista in acustico. 


11- Progetti per il 2024?

Al momento siamo nel pieno della promozione del nostro secondo album “These are our favourite songs” e puntiamo a portarlo live il più possibile, provare, migliorare e cercare di divertirci il più possibile tra di noi e con tutti quelli che saranno presenti ai nostri live; ma non è tutto, sicuramente ci sarà modo dopo l’estate di ributtarci nel tunnel della scrittura per preparare il terzo disco.


12- Il vostro sogno/obiettivo?

Sperando di non ripetermi troppo, il nostro obiettivo come band ovviamente è far sentire la nostra musica il più possibile e migliorare la qualità sul palco continuando a confrontarci con tutte le band con cui abbiamo a che fare ampliando sempre di più il cerchio di amicizie e collaborazioni.

Cosa aggiungere a quanto detto già da loro? Niente, dovete andare ad un loro live. Questi sono i gruppi che mi piacerebbe trovare quando girando a caso entro in un locale e trovo invece un palco rigorosamente occupato da un “dj” (le virgolette sono d’obbligo perché ormai si confonde il dj con “ammmiocuggino che mette i dischi”). Ok ok ok, non inserirò polemiche almeno nell’articolo dedicato agli Splintera e come vi avevo promesso cliccando qui andrete al live di cui vi ho parlato. Godetevi 18 minuti di musica degna di essere chiamata con tale nome!

(foto mandatemi direttamente dagli Splintera)

PS: Hanno voluto 12 domande perché volevano omaggiare i 12 apostoli 😛